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VERSIONE 2.5
Autore: Ing. Paolo Rugarli
Book Informativo (5,1MB)
(spiegazioni, immagini, articoli) C.S.E.,
Connection Study Environment
è un nuovo programma Windows dedicato al progetto ed
alla verifica dei collegamenti delle strutture in acciao.
C.S.E. è
interfacciato con Sargon, del quale costituisce il naturale prolungamento,
e con Cesco Plus per mezzo del formato di scambio
file.sr2.
Il progetto di C.S.E. è molto ambizioso: anzichè fare un
programma capace di gestire un certo numero di collegamenti predeterminati
(approccio a ricette di cucina) CSE affronta il problema in
modo molto molto generale: scopo del programma è consentire la verifica automatica o semiautomatica
di nodi ottenuti per posizionamento libero. Le verifiche semi automatiche si aggiungono
a quelle, di ampia generalità, compiute dal programma e si basano sulla definizione
di regole generali, fissate dall'utente, atte a consentire la verifica di
ampie classi di nodi, ovvero di tutti i giunti e di tutti i collegamenti
saldati e bullonati presenti in una struttura.
Il primo passo, compiuto automaticamente, di questo itinerario consiste nel
leggere un modello agli elementi finiti (quello di Sargon, al momento) e
riconoscere in esso tutti i nodi eguali (jnodi). I nodi eguali di una
struttura vengono identificati, marcati, e le sollecitazioni di calcolo
estratte dal modello facendo l'inviluppo delle azioni interne al variare
degli elementi omologhi del nodo, per tutti i nodi eguali presenti nella
struttura. A questo livello di astrazione i nodi non sono ancora nodi
reali, bensì entità intermedie tra i nodi del modello agli elementi finiti
(dei semplici punti nello spazio) ed i nodi reali (renodi), nella
terminologie del programma questi sono i jnodi.
Il programma, una volta identificati i jnodi eguali e
ricondotti questi a certe tipologie, consente all'utente di definire il
nodo reale (renodo)
mediante le lavorazioni necessarie, nonchè di definire, se necessarie,
le regole di
calcolo da adottare per la verifica del renodo in questione.
La versione attuale di CSE è in grado di
compiere i seguenti passi:
·
Predisporre un modello Sargon in modo da poter
essere letto e interpretato da CSE.
·
Leggere in CSE un modello Sargon trovando
in modo totalmente automatico le membrature che compongono la
struttura (ben distinte dagli elementi finiti!).
·
Avere un tabulato con la distinta pezzi
delle
membrature che compongono la struttura.
·
Riconoscere in modo automatico tutti i jnodi
eguali all’interno della struttura, marcarli e catalogarli (riconoscimento nodi eguali).
·
Produrre disegni schematici in cui le marche
dei nodi sono applicate nelle posizioni spaziali occupate dai nodi stessi,
così da poter produrre stampe informative atte ad uniformare i riferimenti
ai nodi della struttura allo studio, descrivendo la posizione nello spazio
degli stessi (studio preliminare
jnodi).
·
Avere sia a schermo che nel tabulato
informazioni riepilogative sintetiche atte a dare la base di partenza per
il calcolo dei collegamenti. In particolare si possono avere per ogni nodo
catalogato le informazioni sugli inviluppi delle sollecitazioni al variare
delle combinazioni ed al variare delle occorrenze del nodo sulla
struttura. Grazie a questo schema si hanno rapidamente le sollecitazioni
con le quali partire per il calcolo (preanalisi jnodi).
·
Produrre un tabulato che referenzia le
membrature trovate, la loro corrispondenza con il modello fem, tutti i
nodi trovati con le loro marche, i nodi del modello fem corrispondenti, le
membrature corrispondenti, le loro informazioni topologiche statiche e
strutturali e tutte le informazioni necessarie al calcolo
(tabulato jnodi).
·
Individuare automaticamente attacchi ed avere
l’inviluppo delle reazioni vincolari al variare delle combinazioni ed al
variare delle occorrenze dell’attacco.
· Individuare nella struttura il posizionamento
dei nodi eguali, e produrre viste solide nelle quali sono isolate le sole
membrature che formano tutte le occorenze del nodo allo studio.
- Creare un modello FEM dentro CSE atto a rappresentare un certo nodo
composto da un numero arbitrario di membrature, comunque orientate: svincoli, vincoli,
segni di connessione, eccentricità, orientazione, materiali, sezioni (autosufficienza
rispetto ai programmi fem). E' anche possibile creare strutture FEM
più complesse e riconoscervi i jnodi eguali come per i modelli FEM importati. In
questo caso le verifiche saranno condotte con i limiti elastici e plastici fattorizzati.
- Creare lavorazioni ed agigungere componenti ad un renodo. Si possono aggiungere
piastre, squadrette semplici o doppie, tronchi di profilato di qualsiasi foggia
(costruzione interattiva, a posizionamento libero, del renodo).
- Applicare layout di bulloni gestiti con ampia generalità (matrici
rettangolari semplici o sfalsate, anche rese solo perimetriali, circonferenze concentriche,
rototraslazione della bullonatura sulla faccia scelta ad occupare posizioni generiche).
In questa fase sono automatizzati i controlli sugli interassi e
sulle distanze dal bordo. I bulloni possono lavorare solo a taglio (imponendolo)
o a taglio-trazione. Sono previsti vari metodi di calcolo.
- Applicare layout di cordoni di saldatura d'angolo, anche a facce
non ortogonali, con riconoscimento automatico dei lati pertinenti, delle lunghezze,
degli angoli.
- Verificare la presenza di eventuali compenetrazioni tra oggetti 3D mutuamente interagenti
(verifica interferenza).
- Verificare la logica del renodo (qualsiasi sia la topologia) evidenziando oggetti
non collegati, unioni mal poste, insufficienza di connessioni
(renode chains, verifica bontà collegamenti).
- Definire nuove variabili a partire da variabili predefinite aggiunte automaticamente
dal programma. Definire condizioni (per mezzo di diseguaglianze ed eguaglianze),
o verifiche (per mezzo di disequazioni o equazioni) con la più ampia generalità,
a partire dalle variabili predefinite e da quelle utente. Non è necessario conoscere
alcun linguaggio di programmazione, poichè le variabili e condizioni vengono definite
dentro il programma con sistemi specifici (libera definizione di variabili
e condizioni).
- Calcolare in modo totalmente automatico le bullonature per il taglio agente sul
singolo bullone, la trazione, la flessione parassita e la loro interazione.Sulla
bullonatura può insistere una sestupla di sollecitazioni (N, Tx, Ty, momento torcente,
momenti flettenti). Comunque sia collocata nello spazio la bullonatura, qualsiasi
sia la sua giacitura, assoluta o relativa, qualsiasi sia il numero di bulloni ed
il loro schema, qualsiasi sia il numero dei layout di bulloni presenti sulla scena
ed applicati a qualsiasi componente, il programma calcola le forze di taglio e di
trazione presenti nei bulloni ad ogni loro livello, ed esegue in modo automatico
le verifiche di rifollamento su tutte le lamiere coinvolte. Si possono bullonare
fino a dieci lamiere diverse sovrapposte con un unico layout. Gli algoritmi di calcolo
automatico possono essere guidati dall'utente per mezzo di opportune impostazioni.
Il programma può tenere conto o meno delle flesisoni parassite sui gambi dei bulloni
ed a questo riguardo è sensibile al diametro dei bulloni (verifica bullonature,
verifica rifollamento).
- Calcolare in modo totalmente automatico layout di saldature a cordoni d'angolo,
composti da un numero arbitrario di cordoni, qualsiasi sia il loro posizionamento
nello spazio, assoluto o relativo, ed il numero dei layout, applicati a qualsiasi
coppia di componenti tra quelli facenti parte della scena, pervenendo alle azioni
per unità di lunghezza aaplicate a ciascun cordone ed eseguendo automaticamente
le verifiche (verifica saldature).
- Stampare un dettagliato tabulato di calcolo con tutte le azioni applicate a ciascun
layout (di cordoni e bulloni) e a ciascuna istanza del layout (singoli bulloni e
singoli cordoni), in ogni suo punto notevole (tabulato di calcolo).
- Eseguire le verifiche stabilite dall'utente mediante la aggiunta di variabili e
condizioni, su ciascuna combinazione e ciascuna istanza del renodo. Aggiungere l'esito
di queste verifiche al tabulato e renderne evidenza a schermo (verifiche aggiuntive
semiautomatiche lato utente).
- Eseguire un controllo di coerenza tra gli spostamenti consentiti
dalle unioni presenti nel renodo e gli svincoli inseriti nel modello agli elementi
finiti.
- Per le verifiche eseguite a partire dai valori limite elastici e plastici, senza
tener conto dei calcoli fem e delle combinazioni ivi definite, generare in modo
automatico combinazioni dei valori limite opportunamente dosati su varie componenti,
in modo da saggiare il collegamento in una nutrita pluralità di situazioni limite
ove interagiscano le componenti di sollecitazione elementare (combinazioni
fittizie automatiche sollecitazioni limite).
- Per le verifiche fem, eseguire le verifiche di tutte le istanze del renodo in tutte
le combinazioni definite nel modello fem, in modo automatico (combinazioni
verifica modello fem).
Book Informativo (5,1MB)
Immagini:
1. Ambiente di lavoro per la definizione del nodo, in corso di
sviluppo A destra vista 3d solida del nodo con
le sue lavorazioni, a sinistra vista testuale con tutti i componenti
elencati, incluse le quote e le dimensioni.
2. Marcatura dei jnodi eguali Il jnodo in
giallo (marcato AC) è correntemente selezionato, di esso vengono date
informazioni generali: il programma ha capito da solo che si tratta
dell'incastro di una colonna a terra.
3. Elencazione della classificazione automatica dei
jnodi Il programma ha automaticamente
classificato e catalogato tutti i nodi della struttura.
4. Ancora dettagli di classificazione automatica del
jnodo La classificazione è biunivoca, in questo
dialogo si sa queli nodi del modello fem hanno quella certa data
classificazione.
5. Azioni di calcolo dell'attacco Il
programma ha estratto da solo i massimi al variare delle occorrenze dello
stesso attacco, ed al variare delle combinazioni di calcolo.
6. Dati di calcolo su membratura affluente
Il programma ha "radiografato" da solo il nodo, qui fornisce
indicazioni utili al calcolo.
7. Nodo in corso di lavorazione Si vedono
chiaramente elencati tutti i componenti del nodo (uniti e tramite), con le
loro dimensioni. Da notare la complessa resa mediante hidden surface
removal, della situazione del nodo (del tutto inventata
e generica).
8. Esempio di nodo
9. Esempio di nodo: rendering in INTELLICAD (DXF export da CSE)
10. Dialogo
usato per la definizione di una nuova condizione
11. Esempio di nodo: risultati verifiche automatiche
12. Esempio di nodo: risultati verifiche automatiche
13. Esempio di nodo: risultati verifiche automatiche
14. Esempio di nodo: risultati verifiche automatiche
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