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C.S.E. - COSA FA


La versione attuale di C.S.E. è in grado, in estrema ed incompleta sintesi, di compiere i seguenti passi (si consiglia di vedere i filmati le lezioni e la scheda):

     

  • Leggere in C.S.E. un modello Sargon o Sap2000, o STRAP, o STAAD PRO, o MIDAS, o RISA3D o CMP trovando in modo totalmente automatico le membrature che compongono la struttura (ben distinte dagli elementi finiti!). Se il modello FEM dispone delle azioni interne queste potranno essere usate, nelle varie combinazioni, per eseguire le verifiche.

     

  • In alternativa creare un modello FEM dentro C.S.E. atto a rappresentare un certo nodo composto da un numero arbitrario di membrature, comunque orientate: svincoli, vincoli, segni di connessione, eccentricità, orientazione, materiali, sezioni (autosufficienza rispetto ai programmi fem). E' anche possibile creare strutture FEM più complesse e riconoscervi i jnodi eguali come per i modelli FEM importati. In questo caso le verifiche saranno condotte con i limiti elastici e plastici fattorizzati, o con valori incollati da una tabella EXCEL.
  • Riconoscere in modo automatico tutti i jnodi eguali all’interno della struttura, marcarli e catalogarli (riconoscimento nodi eguali).
  • Produrre disegni schematici in cui le marche dei nodi sono applicate nelle posizioni spaziali occupate dai nodi stessi, così da poter produrre stampe informative atte ad uniformare i riferimenti ai nodi della struttura allo studio, descrivendo la posizione nello spazio degli stessi (studio preliminare jnodi).
  • Avere sia a schermo che nel tabulato informazioni riepilogative sintetiche atte a dare la base di partenza per il calcolo dei collegamenti. In particolare si possono avere per ogni nodo catalogato le informazioni sugli inviluppi delle sollecitazioni al variare delle combinazioni ed al variare delle occorrenze (o istanze) del nodo sulla struttura. Grazie a questo schema si hanno rapidamente le sollecitazioni con le quali partire per il calcolo (preanalisi jnodi).
  • Produrre un tabulato che referenzia le membrature trovate, la loro corrispondenza con il modello fem, tutti i j nodi trovati con le loro marche, i nodi del modello fem corrispondenti, le membrature corrispondenti, le loro informazioni topologiche statiche e strutturali e tutte le informazioni necessarie al calcolo (tabulato jnodi).
  • Individuare automaticamente attacchi ed avere l’inviluppo delle reazioni vincolari al variare delle combinazioni ed al variare delle occorrenze dell’attacco.

     

  • Creare automaticamente un nodo richiamando un nodo parametrico esistente tra quelli di una nodoteca (renodi parametrici, o P-RENODI). A Maggio 2015 sono presenti 786 famiglie di nodi parametrici nella nodoteca . La nodoteca è in continuo sviluppo.
  • Registrare nuove tipologie di nodo descrivendone parametricamente i componenti e le unioni, in modo da aggiungerlo alla nodoteca dei P-Renodi esistenti.
  • In alternativa o aggiunta, per ogni jnodo si può costruire un renodo, ovvero un nodo reale, mediante comandi grafici interattivi (tipo LEGOTM elettronico).

     

  • Creare lavorazioni (intagli, smussi, traslazione e rotazione di facce) ed aggiungere componenti ad un renodo. Si possono aggiungere piastre, squadrette semplici o doppie, tronchi di profilato di qualsiasi foggia, blocchi vincolo, chiavi di taglio (costruzione interattiva, a posizionamento libero, del renodo).

     

  • Applicare layout di bulloni gestiti con ampia generalità (matrici rettangolari semplici o sfalsate, anche rese solo perimetriali, circonferenze concentriche, rototraslazione della bullonatura sulla faccia scelta ad occupare posizioni generiche, bullonatura libera con movimento indipendente di singoli bulloni). In questa fase sono automatizzati i controlli sugli interassi e sulle distanze dal bordo. I bulloni possono lavorare solo a taglio (imponendolo) o a taglio-trazione. Sono previsti vari metodi di calcolo (bulloni ad attrito, con o senza contrasto, reagenti o no a compressione, ancoraggi,...).

     

  • Applicare layout di cordoni di saldatura d'angolo o a completa o parziale penetrazione, anche a facce non ortogonali, con riconoscimento automatico dei lati pertinenti, delle lunghezze, degli angoli.

     

  • Verificare la presenza di eventuali compenetrazioni tra oggetti 3D mutuamente interagenti (verifica interferenza). Verificare la logica del renodo (qualsiasi sia la topologia) evidenziando oggetti non collegati, unioni mal poste, insufficienza di connessioni (renode chains, verifica bontà collegamenti).

     

  • Definire nuove variabili a partire da variabili predefinite aggiunte automaticamente dal programma. Definire condizioni (per mezzo di diseguaglianze ed eguaglianze), o verifiche (per mezzo di disequazioni o equazioni) con la più ampia generalità, a partire dalle variabili predefinite e da quelle utente. Non è necessario conoscere alcun linguaggio di programmazione, poichè le variabili e condizioni vengono definite dentro il programma con sistemi specifici (libera definizione di variabili e condizioni).

     

  • Verificare in modo totalmente automatico le bullonature per il taglio agente sul singolo bullone, la trazione, la flessione parassita e la loro interazione (N,V,M). Verificare unioni ad attrito. Verificare ancoraggi.

     

    Verificare bullonature con contrasto (flange, piastre di base).Sulla bullonatura può insistere una sestupla di sollecitazioni (N, Tx, Ty, momento torcente, momenti flettenti). Comunque sia collocata nello spazio la bullonatura, qualsiasi sia la sua giacitura, assoluta o relativa, qualsiasi sia il numero di bulloni ed il loro schema, qualsiasi sia il numero dei layout di bulloni presenti sulla scena ed applicati a qualsiasi componente, il programma calcola le forze di taglio e di trazione presenti nei bulloni ad ogni loro livello, ed esegue in modo automatico le verifiche di rifollamento e punzionamento su tutte le lamiere coinvolte. Si possono bullonare fino a dieci lamiere diverse sovrapposte e in contatto, con un unico layout. Gli algoritmi di calcolo automatico devono essere guidati dall'utente per mezzo di opportune impostazioni. Il programma può tenere conto o meno delle flessioni parassite sui gambi dei bulloni ed a questo riguardo è sensibile al diametro dei bulloni (verifica bullonature, verifica rifollamento). Se è presente un contrasto il programma esegue calcoli nonlineari con materiale no-tension per il contrasto.

     

  • Verificare in modo totalmente automatico layout di saldature a cordoni d'angolo o a completa o parziale penetrazione, composti da un numero arbitrario di cordoni, qualsiasi sia il loro posizionamento nello spazio, assoluto o relativo, ed il numero dei layout, applicati a qualsiasi coppia di componenti tra quelli facenti parte della scena, pervenendo alle azioni per unità di lunghezza applicate a ciascun cordone ed eseguendo automaticamente le verifiche (verifica saldature).

     

  • Eseguire in modo completamente automatico le verifiche locali delle membrature a presso o tensoflessione retta e deviata sulle sezioni nette.
  • Eseguire in modo automatico le verifiche di block shear (o block tear, o taglio a blocco)
  • Eseguire in modo automatico le verifiche di punching shear (punzonamento)
  • Eseguire in modo automatico verifiche semplificate (non FEM) sui tramite.

     

  • Creare automaticamente modelli agli elementi finiti (plate-shell) dei componenti o di aggregati o dell'intero nodo (membrature o tramite) di forma generica per la loro verifica via FEM. I modelli sono pronti per girare. Le forze presenti simulano l'effetto dei singoli bulloni, dei cordoni di saldatura e dell'eventuale contrasto (si veda qui). La soluzione può essere lineare o non-lineare (elasto-plastica, con o senza hardening), o analisi di buckling.
  • Stampare un dettagliato tabulato di calcolo con tutte le azioni applicate a ciascun layout (di cordoni e bulloni) e a ciascuna istanza del layout (singoli bulloni e singoli cordoni), in ogni suo punto notevole (tabulato di calcolo). Creare un report in formato ODT o ePUB (immagini, tabelle, testi).

     

  • Studiare e vedere visualizzate le deformate qualitative del collegamento (deformate).
  • Eseguire le verifiche stabilite dall'utente mediante la aggiunta di variabili e condizioni, su ciascuna combinazione e ciascuna istanza del renodo. Aggiungere l'esito di queste verifiche al tabulato e renderne evidenza a schermo (verifiche aggiuntive semiautomatiche lato utente).
  • Eseguire un controllo di coerenza tra gli spostamenti consentiti dalle unioni presenti nel renodo e gli svincoli inseriti nel modello agli elementi finiti.
  • Per le verifiche eseguite a partire dai valori limite elastici e plastici, senza tener conto dei calcoli fem e delle combinazioni ivi definite, generare in modo automatico combinazioni dei valori limite opportunamente dosati su varie componenti, in modo da saggiare il collegamento in una nutrita pluralità di situazioni limite ove interagiscano le componenti di sollecitazione elementare (combinazioni fittizie automatiche sollecitazioni limite).
  • Per le verifiche fem, eseguire le verifiche di tutte le istanze del renodo in tutte le combinazioni definite nel modello fem, in modo automatico (combinazioni verifica modello fem). Grazie a Sargon Reader (incluso gratuitamente in CSE) è possibile esaminare la mappa degli sforzi di Von Mises, o di qualsiasi altra componente di sforzo o di deformazione.

     

  • Esportare un DXF tridimensionale con la descrizione del renodo con tutti i suoi componenti, creato o con facce 3d o con linee 3d.

Eccetera...

Si consiglia di vedere i filmati e la scheda

 

PRODOTTI:

Sargon

Samba

C.S.E.

 

 

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