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IL CASO DELLE NUOVE NORME SISMICHE

 

ALLEGATI:

Articolo di Wilson sulla CQC


Documento con la lista degli errori trovati

Osservazioni di merito sul testo (parte generale sugli edifici lettura comparata con EC8, in progress)

Documento Prof.ssa Crespellani

Lettera-articolo inviato al Giornale dell'Ingegnere

(5/9/2003)

Risposte alle domande inviate ai Clienti / Contatti ricevute sino ad ora

(agg. 15/9/2003)

Lettera del Dipartimento Protezione Civile a Ing. Paolo Rugarli

Appello

Ordinanza 3316 (correzione Ordinanza 3274)

Articolo di Repubblica (13/10/2003)

Lettera Prof. Calvi a La Repubblica

 

AGGIORNAMENTO FINE DICEMBRE 2003


Milano, 2/9/2003

La Gazzetta Ufficiale del 5 maggio 2003 ha pubblicato l'Ordinanza 3274 del Presidente del Consiglio dei Ministri, "Primi Elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica".

Castalia srl ha cominciato ad occuparsi della nuova Normativa nella fine di  Luglio del 2003 in seguito alle telefonate ricevute dai Clienti. In quella data non era ancora ben chiaro se le nuove Norme fossero cogenti fin da subito oppure no, in quanto il termine "potrà" in esse contenuto ("la progettazione potrà essere conforme a quanto prescritto dalla nuova classificazione sismica di cui al comma 1") era  sospettato di dover essere modificato in "dovrà", come poi è effettivamente avvenuto (la modifica è stata poi rimodificata eliminandola tre giorni dopo essere pubblicata, probabilmente perchè ci si è resi conto della impossibilità di mettere in atto immediatamente le norme).

Lo studio della Norma mise fin da subito in evidenza l'esistenza di alcuni errori, in particolare nella CQC (Complete Quadratic Combination) nella parte sui ponti, e -sembrava- di rilevanti omissioni capaci di generare errori in altre parti (sempre relative alla CQC ma nella parte sugli edifici). A seguito di ciò, l'ultimo giorno prima della chiusura estiva l'ing. Paolo Rugarli di Castalia srl ha inviato una lettera informativa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, al "Giornale dell'Ingegnere" e ad altri, mettendo in evidenza gli errori trovati.

La decisione di passare direttamente alle segnalazioni pubbliche è stata presa per ragioni etiche e professionali, tenuto anche conto delle modalità alquanto strane di emissione della predetta Norma, che è stata redatta e pubblicata assai frettolosamente, senza che se ne potesse prendere visione discutendone, in una prospettiva costruttiva, i vari aspetti. Inoltre, nonostante il tempo trascorso, non si aveva notizia di correzioni o rettifiche del testo.

Anche da parte di numerosi Clienti di Castalia, Colleghi Ingegneri, giungevano in contemporanea voci di sbigottimento e di critica verso l'improvvisa pubblicazione di questa norma, che rivoluziona senza preavviso e in modo criticabile tutto quanto.

Si tenga presente che vi è larga convergenza, tra i tecnici, sull'idea che le Norme sismiche dovessero essere ammodernate: nessuno vuole proporre di rimanere al passato: tutt'altro. E' anche evidente che queste Norme contengono molte buone cose (ad esempio ora le forze orizzontali esistono sempre, le staffe di contenimento sono in pratica diventate obbligatorie dovunque: vedremo se le piccole imprese edili si adegueranno).

Il fatto è che una Norma è di tutti, non di un drappello di Professori, per quanto illustri: deve essere motivata, illustrata, spiegata e deve essere chiara ed inattaccabile. Deve aiutare, non gettare scompiglio. Le prescrizioni in essa contenute devono trovare accordo tra i tecnici competenti, non suscitare disaccordo e critiche. La Norma deve tradurre in procedure chiare e praticabili i risultati della ricerca, deve diffondere conoscenza, non precluderla.

A ciò si aggiunge il fatto che a nostro parere una Norma pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale deve assolutamente precisa perchè se no perde di credibilità, ma questa purtroppo in molte parti non lo è. Si pensi che ci sono solo undici figure in 150 pagine di norma, e che 7 di queste sono concentrate nella parte relativa alle strutture miste acciaio-calcestruzzo. Per il resto si va ad intùito. Non ci sono i riferimenti alla letteratura scientifica, non ci sono commentari (e sono passati sei mesi dalla promulgazione), non ci sono figure.

Al rientro dalle ferie il 25/8 è immediatamente ripreso il lavoro di studio ed analisi delle Norme, e la segnalazione già inviata a Luglio è stata inviata in un primo documento il 27/8 a tutti i Clienti di Castalia (anche per chiarire i nostri dubbi di fronte alle iper-tempestive implementazioni pubblicizzate sui giornali). Nei giorni immediatamente successivi sono stati trovati nuovi errori (nella parte relativa al progetto sismico delle opere di fondazione e di sostegno dei terreni), mentre le omissioni inizialmente segnalate nella parte di CQC relativa agli edifici (par. 4.5.3) si sono rivelate, ad un attento esame, sottilmente e formalmente non presenti (mentre rimane una critica di chiarezza e restano persistenti gli errori nella parte sui ponti).

Nei giorni immediatamente successivi, lo studio della Norma è stato ulteriormente approfondito, mettendo in evidenza una serie di problemi sostanziali relativi alla corretta applicabilità (e programmabilità) del dettato normativo, nonchè alla sua coerenza e purtroppo a volte pertinenza rispetto all'EC8, che è la Norma di riferimento.

Sono emersi paragrafi presi dall'EC8 ma privi delle dettagliate spiegazioni e delimitazioni in esso contenute, e pertanto a stretto rigore incomprensibili o inapplicabili. Prescrizioni generiche, metodi semplificati estesi ben al di là di quanto previsto da EC8 (vedi torsione accidentale), regole che sono di impossibile calcolo a mano e di impossibile programmabilità, a meno di non mettere in piedi - sembra ad un primo esame -  "macchine da guerra" (pensiamo ad esempio alla valutazione della duttilità nelle sezioni in acciaio, dipendente oltre che dai rapporti larghezza-spessore anche dalla distanza del punto di nullo di momento e dal valore della azione assiale. Abbiamo parlato con Colleghi che letteralmente non sapevano che pesci prendere).

Nel frattempo, mentre il Giornale dell'Ingegnere pubblicava un inserto pieno di elogi (e forse con qualche inserzione pubblicitaria "ad hoc" Numero 14, 1/9/2003),  la ricerca in Internet di punti di vista omogenei al nostro fruttava il rinvenimento di un importante documento, qui tra gli attachment, che faceva emergere - più autorevolmente di noi - un punto di vista molto simile, che getta una luce veramente inquietante sull'intera vicenda.

La Prof. Ing. Crespellani, dell'Università di Firenze, già nell'Aprile del 2003, prima ancora che la Norma fosse pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, metteva in guardia su "molti errori materiali" e protestava contro il fatto che la Norma fosse stata redatta oltre che "frettolosamente, senza la necessaria dialettica scientifica ed il coinvolgimento della comunità geotecnica".

Ancora, la Docente scriveva:

"le norme per il progetto delle fondazioni e delle opere di sostegno presentano molti 'vizi' tecnici e appaiono più il frutto di una sovrapposizione di logiche progettuali eterogenee ed estranee alla Geotecnica che di un disegno geotecnicamente coerente, maturo e aggiornato sullo stato dell'arte. Sia per i tempi fortemente ristretti richiesti per la loro stesura sia per la mancanza di confronto con la comunità geotecnica scientifica, non solo le nuove norme non sembrano colmare le principali insufficienze della precedente normativa, con cui, al di là delle apparenze, sono in continuità, ma addirittura presentano "novità" oscillanti tra ritorni all'indietro e fughe in avanti, destinate a incidere sulla pratica professionale in direzione opposta a quella auspicata e precisata nel documento esplicativo".

Altre voci, riferite nel frattempo da Clienti di Castalia, confermavano che quel punto di vista era anche di altri Enti, in ambiti diversi da quello geotecnico, i quali però si limitavano al momento a commenti non ufficiali.

La lettura comparata dell'EC8 e della nuova Norma tecnica- per il momento siamo alla parte generale sugli edifici ed a essa ci riferiamo-, evidenzia, a nostro parere,  drastici ed improvvidi tagli ai quali l'EC8 è stato sottoposto, creando prescrizioni incongrue, riteniamo non sperimentate, e in parte, di fatto, inapplicabili (vedi gli effetti torsionali accidentali, o la decisione sulla regolarità in pianta).

Per il momento non siamo pertanto tra le software house che metteranno sul gonfalone "programma aggiornato con le nuove norme sismiche": attendiamo tutti i necessari chiarimenti e le necessarie correzioni.

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Il giorno 3/9/2003 ci viene richiesto dal Giornale dell'Ingegnere un documento esplicativo aggiornato circa gli errori trovati nella Norma. Il documento è tra gli attachment.

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Il giorno 8/9/2003 abbiamo inviato a tutti i Clienti una serie di domande relative alle Norme sismiche (ordinanza 3274) al fine di valutare se la nostra posizione di critica fosse condivisa oppure no. Chiunque (anche visitatori) può rispondere ai quesiti inviando una e-mail a staff@castaliaweb.com . Le regole relative al rispetto della privacy sono chiarite nel documento allegato insieme con le domande alle quali abbiamo chiesto di rispondere (la firma è facoltativa, se apposta si autorizza la pubblicazione nel sito della stessa firma- in pratica nel documento allegato in cima a questa pagina. L'indirizzo e-mail del mittente è riservato, se vengono espresse opinioni oltre alle risposte richieste, queste devono essere firmate, e se ne autorizza la pubblicazione). Riteniamo molto importante che i Professionisti facciano pacatamente sentire la loro voce, in quanto saranno poi loro a dover applicare la Normativa in questione.

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15-9-2003

Al giorno 15-9 hanno risposto alle nostre domande circa 15 Clienti. Il numero complessivo delle e-mail inviate è superiore alle 600 unità. Possiamo quindi dire che al momento hanno risposto alle nostre domande (a prescindere dalle risposte, firmate o anonime, sì o no) 15/600 ovvero il 2,5% dei Clienti interpellati.

Dato questo genere di esito se in futuro le normative dovessero contenere altri errori nelle formule, o magari scritte in cirillico con geroglifici del regno medio, ci asterremo dal segnalarlo ai Clienti: tanto è inutile.

Ringraziamo doppiamente i Clienti che hanno risposto.

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15-9-2003

Appaiata con la precedente è la notizia odierna, che il "Giornale dell'Ingegnere" non pubblicherà nulla, nè sul numero del 15/9 nè sul numero del 1/10, nonostante la nostra segnalazione risalga al 31/7: "Adelante Pedro, cum iuicio". Il nostro intervento tecnico è "al vaglio del Comitato Scientifico".

Nel frattempo, non ci risulta che alcuna voce si sia finora ufficialmente, per atti formali , levata per avvisare che queste Norme contengono errori.

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22-9-2003

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In data odierna riceviamo una lettera della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, a firma del Capo del Dipartimento Dott. Guido Bertolaso (ma probabilmente firma il Vice Spaziante), nella quale:

1) Si ammette che la normativa "è effettivamente stata emessa in tempi molto brevi, quindi ha certamente bisogno di un'attenta revisione, inevitabile in un documento così complesso e innovativo".

2) Si afferma che "la revisione era di fatto prevista già dal momento dell'emissione dell'ordinanza (cfr. art. 2 comma 2 ultimo periodo)".

3) Si informa che "oggi è praticamente già pronto un testo di errata corrige che accoglie, opportunamente verificati, anche i contributi dei professionisti ed in generale di tutte le componenti istituzionali e scientifiche interessate".

4) Si dichiara che "effettivamente nella formula per il calcolo dei coefficienti di correlazione nell'allegato 3 sono presenti due errori che saranno corretti, insieme ad altri, con l'emissione della predetta 'errata corrige' in Gazzetta Ufficiale".

La lettera è presente tra gli allegati alla presente pagina.

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30-9-2003

Il nostro commento alla lettera del Dipartimento della Protezione Civile è il seguente:

  1. Se si ammette che una Norma appena emessa e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale abbia bisogno di un'attenta revisione, ciò vuol dire che la revisione in questione non è stata fatta prima. Pubblicare una Norma di questa importanza priva di un'attenta revisione è - a nostro parere - da irresponsabili.

  2. La lettera dice che "la" revisione era già prevista al momento del rilascio della Ordinanza, e quindi chi ha pubblicato ed approvato tale Ordinanza sapeva già che si sarebbe a breve dovuto metterci le mani per rivederla. La pubblicazione è stata quindi una forzatura tesa ad ottenere l'effetto di una brusca accelerazione dell'iter Normativo, il tutto sulla testa dei Professionisti e degli operatori del settore.

  3. Nella lettera si afferma che l'errata corrige, già pronta, accoglie il contributo di tutte le componenti scientifiche ed istituzionali interessate, ma questo è palesemente falso, in quanto è sufficiente fare un giro di telefonate per vedere che in realtà non è affatto così. E' vero invece il contrario. Ad esempio nel corso della tavola rotonda tenutasi a Genova il 29 settembre (organizzata dal C.T.A.), sia il Prof. Sanpaolesi (consulente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici)  sia il Prof. Maceri (Presidente Commissione Norme del CNR), hanno pubblicamente preso le distanze da questa Norma, Sanpaolesi arrivando sino al punto di sconsigliarne esplicitamente l'utilizzo.Il Prof. Maceri del CNR ha dichiarato che il CNR sapeva degli errori ma che il CNR non ha preso posizioni ufficiali "per evitare un conflitto tra le istituzioni dello Stato". L'Ing. Angotti ha letto un documento nel quale si afferma che il CNI non è stato consultato nella redazione di questa Norma.

  4. Nella lettera si ammette l'esistenza di errori (quelli segnalati a luglio ed anche altri) e quindi si può ufficialmente dire che questa Ordinanza così com'è è inservibile.

  5. Sempre nella tavola rotonda del 29/9 il Prof. Cosenza - membro del gruppo di lavoro che ha redatto la Norma - a seguito di un intervento assai critico di Castalia (ing. Rugarli), nel quale si dava pubblica lettura della lettera del Dipartimento della Protezione Civile, ha affermato che benchè ci siano degli errori questa Norma è più sicura della precedente, ed ha esplicitamente attaccato il Ministero in quanto responsabile di rallentare ed insabbiare ogni sforzo teso ad ammodernare le Norme. E' evidente il conflitto in atto, ed è evidente che tutto questo avviene sulla testa dei Professionisti, delle Imprese, di chi deve materialmente risolvere problemi reali avendo in mente un quadro Normativo certo ed affidabile.

  6. Non si capisce per quale ragione gli Enti preposti al controllo abbiano taciuto di fronte alla enormità di una Norma emanata senza i controlli del caso, affetta da svariati errori, emanata in modo palesemente affrettato, ed in guerra aperta contro altre parti dello Stato. Questi Enti e queste Autorità hanno a nostro parere mancato ad un loro preciso compito istituzionale, lasciando poi a gli ultimi anelli della catena, i Professionisti, le Software House, di sbrogliarsela da soli.

  7. La situazione attuale testimonia uno sfascio di proporzioni inaudite e richiede - a nostro parere - una ferma presa di posizione da parte dei Professionisti e degli Operatori del settore. Per questo motivo Castalia sta meditando di avviare una raccolta di firme di adesione all'appello riportato in attachment. Preghiamo tutti quanti vogliano aderire di inviare un messaggio e-mail firmato con nome e cognome a staff@castaliaweb.com con la dicitura "aderisco all'appello promosso da Castalia srl". Vi invitiamo a considerare attentamente la necessità di dire quello che pensate di questa situazione, visto che nessuno sta pensando alle conseguenze anche economiche gravanti su tutti gli operatori del settore.



2-10-2003

Il Giornale dell'Ingegnere fa sapere che il Comitato Scientifico ha approvato l'articolo a firma dell'Ing. Paolo Rugarli presente tra gli attachment.



8-10-2003 - 122 clausole di errori/correzioni/modifiche/aggiunte

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Il giorno 2/10 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha emesso una nuova Ordinanza, la n° 3316 (vedi tra gli attachment, reperibile anche al sito www.serviziosismico.it) che corregge la precedente 3274 del 20/3/2003.

Prendiamo atto che nella suddetta nuova Ordinanza tutte le nostre segnalazioni di errori trovano puntuale riscontro in modifiche alla Ordinanza precedente (clausole 105, 118, 120, 121) mentre delle nostre osservazioni la gran parte non è stata tenuta in conto (solo le clausole 14, 19 della Ordinanza 3316 sembrano tenerne conto). Non è stato modificato, ad esempio, l'assurdo "amplificando le forze da applicare" che invece doveva essere "amplificando gli effetti delle azioni", e così via discorrendo (vedi nostre osservazioni in attachment).

Il documento elenca ben 122 clausole di modifica alla precedente Ordinanza, con la motivazione di "riscontrati errori materiali di trascrizione e per assicurare maggiore chiarezza alle disposizioni normative aventi particolari contenuti tecnici".

In realtà il corposo documento elenca in 36 delle 122 clausole quelli che sono errori di poco conto (ad esempio la clausola 117 ci informa che si dice "TERRENI" e non "TERRNI"), ma nelle restanti 86 clausole va a correggere, modificare ed integrare in modo assai corposo la precedente Ordinanza 3274.

Non si tratta di errori di trascrizione, ma di correzioni di tiro, modifiche, aggiunte, variazioni, in una parola toppe che tentano di rimediare ad un piccolo disastro: una Norma fatta in fretta e furia senza le necessarie ponderate valutazioni e senza il necessario controllo tecnico-scientifico da parte di tutti gli enti potenzialmente coinvolti (cfr. Ing. Angotti del CNI, Prof. Sanpaolesi dell'Università di Pisa, Prof. Maceri CNR, Prof. Petrini del Politecnico di Milano, Professoressa Crespellani dell'Università di Firenze, ecc. ecc.).

Di fatto l'Ordinanza 3316 rappresenta l'ammissione di un incredibile stato di confusione: mai si era vista una Norma su argomenti così delicati modificata in modo così esteso a così "breve" distanza dalla sua prima emissione (sei mesi e mezzo per correggere tutti quegli errori ci sono voluti, e ciò benchè ad esempio la nostra segnalazione fosse stata del 31/7/2003), e ciò riprova il fatto che la stesura originaria era stata fatta affrettatamente e senza il necessario vaglio tecnico-scientifico.

Nel rinnovare l'invito a sottoscrivere l'appello riportato tra gli attachment, appello che se raggiungerà un numero sufficiente di firmatari intendiamo consegnare al Capo del Dipartimento della Protezione Civile ed al Ministro per le Infrastrutture, confermiamo i nostri rilievi di merito e di metodo relativamente a questo nuovo insieme di Norme sismiche, emanate, - ci pare -, senza alcun rispetto nè considerazione verso la comunità tecnico-scientifica che dovrà usarle, la quale deve disporre di un quadro normativo cristallino, durevole ed affidabile.

Emanare Norme piene di errori sulla Gazzetta Ufficiale resta un'operazione grave, a nostro parere non ammissibile in un Paese che voglia dirsi civile, e ciò indipendentemente dalle motivazioni, fossero pure encomiabili, che hanno portato alla loro promulgazione.



13-10-2003 "La Repubblica" pubblica un articolo sui 122 errori

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Il quotidiano "La Repubblica" dà la notizia delle 122 correzioni al testo sulle Norme anti sismiche. I Professori Petrini, capo del Dipartimento di Ingegneria Strutturale del Politecnico di Milano, e Crespellani, Docente di Geotecnica presso l'Università di Firenze, informano pubblicamente e coraggiosamente del loro punto di vista (l'articolo è tra gli allegati).

Per la prima volta si dà pubblicamente atto del ruolo - tante volte oscuro ed assai poco riconosciuto - di chi sviluppa software di calcolo per gli ingegneri, mettendo a disposizione dei Professionisti procedure automatiche che sono ormai, di fatto, insostituibili.

E' ora possibile dibattere pubblicamente circa il fatto che sia o meno possibile pubblicare Norme in modo affrettato e senza un preliminare controllo e confronto con chi quelle Norme le dovrà poi applicare. L'impostazione dogmatico-verticistica di chi ha emanato queste Norme sulla testa di migliaia di Professionisti può ora, a nostro parere, essere meglio dibattuta.

Abbiamo attivamente contribuito affinchè un quotidiano nazionale si occupasse del problema poichè riteniamo che il problema sia di interesse pubblico, e non si limiti ad interessare la ristretta platea dei tecnici del settore.

Castalia srl insieme con Softing srl (con l'idea di estendere la proposta a tutti i produttori interessati) sta mettendo a punto un Manifesto dei Produttori Italiani di Software di Calcolo Strutturale, con la intenzione di contribuire a creare  una Associazione.

Il primo fine è quello di pervenire ad un insieme di regole di buona pratica (anche relativamente alle campagne pubblicitarie) che siano sottoscritte dai partecipanti, nell'interesse della qualità del lavoro e della affidabilità dei vari software.

Il secondo fine è quello di rappresentare in modo il più possibile unitario presso tutte le Istituzioni rilevanti il punto di vista di chi il software di calcolo lo produce, e che deve quindi fare riferimento a Norme certe, stabili, chiare ed affidabili.

Il terzo fine è quello di contribuire attivamente - prima della pubblicazione delle Norme in Gazzetta Ufficiale - a fare in modo che le Norme destinate ad essere oggetto di programmazione siano scritte in modo chiaro ed univocamente interpretabili.

Il quarto fine è quello di sensibilizzare i Professionisti e gli operatori del settore sulla importanza del ruolo delle software house che si occupano di sviluppare programmi affidabili per il calcolo strutturale.



16-10-2003

Il Prof. Gian Michele Calvi, Coordinatore della Commissione di esperti che ha redatto la nuova norma sismica, risponde all'articolo del 13-10 con una lettera pubblicata su Repubblica il 16-10-2003. La risposta è tra gli attachment. Qui di seguito il testo:

"L'articolo 'norme-antisismiche beffa' pubblicato il 13 ottobre commenta la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale dell'errata corrige delle norme antisismiche in vigore dall'8 maggio esponendo punti di vista parziali, scorretti e fuorvianti. Quanto agli errori materiali, i tempi brevissimi di stesura e le novità dell'impostazione implicano ovviamente la possibilità di errori di stampa e di coerenza di simboli tra parti diverse del testo. Con grande soddisfazione, ci si è resi conto che si tratta nella quasi totalità dei casi di errori ininfluenti in relazione alla sicurezza delle costruzioni e s'è provveduto con grande rapidità all'errata corrige. Non mi risulta che sia stato evidenziato alcun errore concettuale nel testo delle norme. Se è chiaro che molto può essere ulteriormente migliorato, è indiscutibile l'enorme progresso concettuale dalle norme precedenti alle norme attuali. L'errore di metodo rilevato sembra consistere in un inadeguato coinvolgimento della comunità scientifica, che risulterebbe 'in buona parte in rivolta' e 'salita sulle barricate'. A tal proposito si noti che successivamente alla pubblicazione dell'ordinanza si sono tenuti convegni in ogni parte d'Italia e pochissime sono state le voci di dissenso. Spesso, poi, s'è trattato d' un dissenso in qualche modo interessato, espresso da persone che hanno avuto un ruolo determinante nel mantenere per decenni norme e classificazione in uno stato d'arretratezza e inadeguatezza."

Il giornalista Giancarlo Mola risponde:

"Prendiamo atto della precisazione, che però non mette in discussione la correttezza del pezzo: nella nuova normativa c'erano errori, numerosi studiosi li hanno denunciati (lamentandosi per non esser stati consultati), la Protezione civile ha fatto redigere un errata corrige. Niente di più di quanto scritto nell'articolo.



20-10-2003

In merito alla risposta del Prof. Calvi facciamo presente quanto segue.

  1. Non ci pare che gli errori siano solo "errori di stampa" o solo "errori di trascrizione", ma sono invece in buona parte errori dovuti a ripensamenti causati dalla fretta con la quale la norma è stata redatta.

  2. I tempi brevissimi di stesura sono stati determinati dalla stessa Commissione, che alla domanda "quanto tempo ci vorrebbe per riscrivere le norme antisismiche?" ha risposto "due mesi, anche meno" (cfr. quanto dichiarato dal Prof. Cosenza il 29/9/2003 alla tavola rotonda tenutasi a Genova).

  3. La "grande soddisfazione" per aver constatato che nella "quasi totalità" gli errori sono "ininfluenti in relazione alla sicurezza delle costruzioni" lascia allibiti. Si tratta, con ogni evidenza, di un artificio retorico.

  4. Sui diciotto mesi di regime transitorio, cinque sono passati con la gazzetta ufficiale non emendata di numerosi errori/sviste/modifiche/ecc. Per il Prof. Calvi questo vuol dire che "si è provveduto con grande rapidità all'errata corrige". 

  5. Il progresso concettuale delle nuove norme deriva dal fatto che le nuove norme si ispirano alla moderna ricerca sull'argomento, ma questa moderna ricerca non è in relazione biunivoca con gli estensori della norma, che non sono i monopolisti del ramo, nè gli unici autorizzati a parlarne. Si può avere desiderio di norme moderne e criticare questa, senza contraddizione. Tra una norma superata ed una norma progredita bisognosa di 122 clausole di correzione (15 pagine A4 ), fatti salvi tutti gli ulteriori problemi ancora aperti, c'è un'aurea via di mezzo: una nuova norma fatta bene sin da subito. Per questo noi ci permettiamo di esprimere il nostro dissenso, non perchè amiamo rimanere ancorati al passato.

  6. Il silenzio dei partecipanti ai convegni non è un assenso. Si tenga presente che i convegni sono stati fatti a norma già emanata , e quindi è ben comprensibile la remora a prendere pubblicamente posizione contro una norma già in vigore. In realtà sono numerose le voci di chi questa norma la critica sotto molteplici aspetti, anche se, per ragioni di riserbo, di pudore, o semplicemente di opportunità, non prende la parola ai convegni che girano l'Italia per descrivere i contenuti. I convegni si sarebbero dovuti fare  prima che la norma fosse emanata, e chiedere che ne pensavano gli altri, non dopo, con il testo in gazzetta ufficiale.

  7. Appunto, la gazzetta ufficiale. Essa si è dimostrata assai difficilmente criticabile nonostante la platealità di certi errori: il fatto è che la gazzetta ufficiale è "la voce stessa della legge". Il dott. Flaccovio ci spiegava della sua sorpresa nel constatare che il suo instant book fosse riuscito a vendere tutte le 1000 copie nonostante tutti gli errori presenti, errori dei quali lui stesso ha avuto notizia solo ad ottobre. Si chiedeva come fosse possibile un lasso di tempo così lungo, ben cinque mesi, prima di accorgersi degli errori. Un lasso di tempo involontariamente utile, in quanto la tiratura è stata esaurita, ma certo non buon testimone della reattività degli ingegneri.

  8. L'affermazione che il dissenso è stato espresso anche "per motivi interessati", da parte di chi "ha avuto un ruolo determinante nel mantenere per decenni norme e classificazione in uno stato d'arretratezza e inadeguatezza" è un'affermazione molto grave. Chi sono questi personaggi? E perchè hanno rallentato tutto?



31-10-2003

Il Dott. Bertolaso, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, in una lettera-articolo pubblicata sul Corriere della Sera, dichiara testualmente: "La nuova normativa sismica nazionale è il frutto del crollo della scuola Jovine, è il vero monumento a questi innocenti caduti".

Il giorno stesso viene inviata la seguente lettera al Corriere della Sera:

Con sbigottimento leggo la lettera-articolo da parte del Dott. Guido Bertolaso (Corriere 31-10-2003), Capo del Dipartimento della Protezione Civile, nella quale si avvicinano le nuove norme antisismiche (ordinanze 3274 e 3316) al crollo della scuola Jovine di San Giuliano e alla morte dei 27 bambini, sostenendo che “la nuova normativa sismica è il frutto del crollo della Jovine, è il vero monumento a questi innocenti caduti”.

Spiace dover ricordare che le norme in questione sono tutt’altro, essendo state emanate in gran fretta e senza i necessari controlli ed approfondimenti. L’ordinanza 3316 (2 ottobre) conteneva – fatto inaudito- ben 122 clausole di modifica e di errore a correzione della precedente 3274 (20 marzo). Parte della comunità scientifica è assai critica verso queste norme, e, in ogni modo, dato proprio quello che è successo relativamente a queste norme, sarebbe stato opportuno che il Dott. Bertolaso avesse evitato, per una questione di buon gusto oltre che morale e civile, di proporle come monumento alla morte di quei poveri bambini, che semmai invocherebbe ben altri monumenti, ben diversamente preparati.

PaoloRugarli

Al 3-11 2003 tale lettera non è stata pubblicata.



3-11-2003

Il Giornale dell'Ingegnere pubblica sul numero del 1/11/2003 (pag. 8)  l'articolo inviato da Castalia srl il 3 settembre 2003. L'articolo sul Giornale contiene alcuni errori tipografici (non a noi imputabili) e pertanto se ne consiglia la lettura scaricando la versione originale dall'attachment riportato in testa a questa pagina. Sempre lo stesso giornale ha pubblicato sul numero del 15/10 e sul numero del 1/11 nostre inserzioni pubblicitarie ordinate prima che l'ordinanza 3316 fosse pubblicata (2/10), quando ancora nessuno sapeva nulla degli errori, completamente sballando il formato e il contenuto dei testi. A breve verrà data formale notizia degli errori da parte del Giornale stesso.



fine dicembre 2003

La rivista Ingegneria Sismica pubblica un articolo a firma di Ing. P. Rugarli con osservazioni e critiche alle due ordinanze 3274 e 3316.



a cura e responsabilità di:
Ing. Paolo Rugarli
Castalia srl
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